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giovedì 7 aprile 2022

L' epos irrisolto di Beppe Fenoglio (video da YouTube)

 a cura di Andrea Pagani

Mercoledì 6 aprile alle 20:30 si è svolto questo incontro on line. 
Associazione Ippogrifo. Vivere la scrittura è lieta di condividerne il contenuto. 
Grazie per l'attenzione.

giovedì 23 dicembre 2021

Un classico che non finisce di parlarci

Fonte articolo:  leggilanotizia

In occasione delle festività la rubrica letteraria “Lo scaffale della domenica”, a cura di Andrea Pagani, è dedicata ai libri sul Natale: libri, cioè, che raccontano in modo originale, a volte tenero e festoso, altre volte stravagante e bizzarro, questa magica festività. Per il giorno di Natale un classico intramontabile: “A Christmas Carol” di Charles Dickens. E come sempre anche nella versione inglese! Buona lettura!
In una celebre battuta, con la sua abituale brillante intelligenza, Italo Calvino disse: «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire» (continua...)

“Canto di Natale”, copertina della prima edizione dell’opera del 1843


venerdì 18 giugno 2021

Buona estate da Ippogrifo

 

In un recente intervento, lo scrittore Alessandro Baricco, in riferimento ai numerosi disagi che ha procurato la pandemia al mondo della cultura (anche se il ragionamento può estendersi al più complessivo panorama sociale) invitava a far ricorso ad una serie di virtù non troppo popolari di questi tempi: e cioè all'audacia, all'intraprendenza, alla tenacia.

Potremmo dire che lo spirito della nostra associazione “Ippogrifo”, oggi più che mai, si è mossa in questa direzione: con leggerezza ed ironia, con le consuete professionalità, semplicità e desiderio di divulgativa condivisione, abbiamo cercato di superare la frustrazione, abbiamo (come si suol dire) “tirato fuori le unghie” e senza paura abbiamo continuato con tenacia a portare avanti i nostri progetti.

Ovviamente sono mancati a tutti noi gli incontri in presenza, che già durante l'estate riprenderanno e che certamente a settembre avvieremo con sistematicità, ma intanto non siamo stati fermi: abbiamo continuato on line i nostri laboratori di scrittura; ci siamo inventati con grande dedizione, impegno e abnegazione una rassegna di 13 incontri molto variegati, in forma di dialogo condiviso, spaziando in tutte le declinazioni della cultura (musica, letteratura, turismo) e fra classici e contemporanei (Dante, Nerval, Leopardi, Harry Potter, il giallo contemporaneo, Penelope, Duccio Demetrio); e abbiamo messo in piedi il nuovo numero dell'Almanacco, la nostra rivista annuale che uscirà ad autunno.

Grazie di cuore a tutti voi, che avete permesso di mettere al mondo questa magnifica creatura: in vita ormai da oltre 5 anni, capace di raccogliere trasversalmente giovani e meno giovani, professionisti di varie formazioni culturali, ispirata dal desiderio di realizzare un importante servizio per il territorio e la cultura, che vede oltre 40 soci e può contare sul sostegno della banca BCC e dell'Associazione Rodari.

Una creatura che ci ha tenuto uniti, in un solidale spirito di appartenenza, ci ha fatto ridere e scherzare, ha cementato solide amicizie, ci ha arricchito di cultura e umanità, e fatto conoscere sempre nuove persone e vivere entusiasmanti esperienze, ci ha permesso di organizzare prestigiose iniziative in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Imola ed Università Aperta, e di contare sull'intervento di autorevoli professionisti nel campo della letteratura, del fumetto, del teatro.

Le nostre parole d'ordine: umiltà, tenacia, curiosità, professionalità, leggerezza.
E naturalmente: ottimismo.
È bene ricordarsi, ogni tanto, chi siamo e cosa abbiamo fatto, per ripartire con rinnovata energia.
Abbiamo in cantiere molte sorprese per la nuova stagione, a partire da settembre.
Tenetevi pronti!
Buona estate amici cari.

lunedì 8 marzo 2021

Recensione al romanzo" La fontana bianca" (di Simona Margotto)

Un’insegnante di Lettere di Ferrara, Simona Margotto, ha letto il romanzo di Andrea Pagani La fontana bianca (ed La Mandragora) e ha scritto questa magnifica lettera/recensione, che su sua gentile concessione pubblichiamo, ringraziandola.

< Caro Andrea, confesso di non aver mai letto i tuoi libri, ma essendo rimasta molto piacevolmente colpita da La fontana bianca, che ho fulminato in un week end senza mai staccare gli occhi dalla pagina scritta, ho sentito il desiderio di recensire questo tuo bel romanzo pur senza la tua autorizzazione. Il tuo libro è fatto di due romanzi in uno. Una prima parte nel passato, caratterizzata da uno stile leggero ma percorso da una strana lieve tensione, un’aura di mistero, un’atmosfera quasi metafisica resa perfettamente attraverso i sospesi alla fine dei paragrafi e un’aggettivazione efficace. A questa fa seguito una seconda parte più immanente, concreta, meno aerea ma ugualmente tesa e profonda, indispensabile per traghettare il lettore verso un finale che nella sua apparente banalità e forse senza la totale risoluzione di gran parte degli squarci che il viaggio aveva aperto, esprime in realtà in modo semplice e lampante che la conclusione di ogni storia che si rispetti è trovare il vero senso della vita. Nel leggere un qualsivoglia romanzo, mentre seguo con interesse la storia, in modo quasi impercettibile e comunque ormai incosciente vado alla ricerca di termini che colpiscano il mio immaginario. Parole originali, o comunque usate con sapienza, precisione, personalità, aggettivi che calzino in modo così pieno e soddisfacente da rischiare di passare inosservati, ma nel contempo così significativi da non poter essere stati posti lì per caso. Il tuo mi è apparso un lavoro di cesello, una limatura continua e meticolosa che ho apprezzato come pochi potrebbero capire, con quel senso di passione erotica per le parole che rare volte i libri coronano ultimamente, ma questa è una di quelle. Per quel che può valere, detto da una semplice lettrice dilettante come me, ti ho trovato straordinariamente bravo nel dosare e nello scegliere lessico e sintassi, nell’uso sapiente di vocaboli che messi in quella particolare sequenza assumevano ai miei occhi una dimensione di soavità di cui non godevo da tempo. Troppo pochi i cultori della parola, dell’immagine originale e inconsueta ma espressa con una naturalezza che ha il potere di destabilizzarti qualora la afferri, in preda a uno stupore sovrannaturale. E belli i riferimenti a Montale e a Svevo. I mille altri, sicuramente proustiani, non li ho saputi cogliere per ignoranza, sorry. Mi sono divertita un mondo a seguire le tue vicissitudini, ho palpitato con te e atteso spasmodicamente la svolta sottesa alla narrazione. Il secondo romanzo, ovvero la seconda parte dello stesso, perde un po’ la freschezza e l’efficacia narrativa della prima. La tua sapienza di scrittore permane, la parte descrittiva è sempre degna di un grande scrittore e i personaggi assumono uno spessore a tutto tondo che li rende vivi. È innegabile però che un po’ della magia della prima metà si è persa. Forse il lettore non era preparato a perdere contatto con quell’adolescente inquieto e innamorato che lo aveva prima incuriosito e poi trascinato nel suo sentire. È uno strappo. E inaspettato per giunta, tanto da far sentire una nostalgia che non perdona. Nonostante questo la lettura procede spedita, una ricerca di senso che si accompagna alla ricerca dei protagonisti. Ogni tappa ha un significato e tutto conduce verso l’attesa rivelazione. Che infine arriva. E neanche questo è mai scontato. Molto interessanti le digressioni di fisica quantistica, al confine talvolta con una fantascienza alla Fringe che io adoro, manco a farlo apposta. Anche in questo ambito sei stato autorevole e credibile, hai raccontato aspetti scientifici della realtà in modo divulgativo ma senza sminuirli, dimostrando ancora una volta di essere uno scrittore curioso ed eclettico, o più probabilmente erudito. A parer mio questo romanzo meriterebbe un’eco di molto superiore a quella che ho potuto cogliere. Una presentazione pubblica da parte tua che possa avvicinarti alla gente, che ti dia spazio e risonanza, una serie di incontri nelle librerie che ti consentano di comunicare e farti conoscere dal tuo pubblico come meriti. Certo, adesso anche questo è fantascientifico, ma ci sono attualmente altri strumenti che un buon editore dovrebbe proporti. E se non lo fa non ha capito che per le mani ha un bravo scrittore, che non inganna i suoi lettori con l’apparenza ma li conquista con spessore e audacia nell’uso dell’italiano. In bocca al lupo perciò, e complimenti. >
Simona Margotto




sabato 16 gennaio 2021

Recensione al romanzo" La fontana bianca" (di Aldina Sommariva)

Recentemente ho letto l'ultimo libro di Andrea Pagani, LA FONTANA BIANCA . 
Ora, non sono mai stata in grado di scrivere bene una recensione letteraria, perchè non valgo niente come critica. Nonostante questo, come lettrice (e forse anche come persona "tout court") sono IPERCRITICA. 
Nel senso che sono feroce e tendo a distruggere tutto quello che non trovo all’"altezza delle mie aspettative. 
In genere rifuggo dai libri che mi sento un po' "in obbligo" di leggere perchè raramente mi piacciono. 
Bene, per una volta tanto posso dire che sono contenta di avere letto questo. 
L'ho fatto senza sforzo, perchè la storia "prendeva" e faceva venir voglia di andare avanti. 
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